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Chi va piano va sales e va lontano

Le imprese devono spostare la loro attenzione da obiettivi a breve termine, incentrati sulle transazioni, alla costruzione di relazioni a lungo termine con i clienti”.

Lo ha detto Philip Kotler nel 1992, e le cose non sembrano cambiate tanto da allora. Il marketing è certamente cambiato, sotto tanti aspetti e prima di tutto sotto il profilo dello sviluppo digitale, ma fare marketing online non ha cambiato l’essenza del processo di fidelizzazione, che non si compie dall’oggi al domani, ma richiede tempo e molto impegno strategico.

Le automazioni possono rendere il processo più comodo da realizzare tecnicamente, ma anche dietro la progettazione di un funnel di vendita sostenuto da chatbot e campagne email automatiche c’è dello studio, molto più di quanto si possa pensare!

Questo non significa che non è possibile puntare dritto al cliente, ma occorre considerare che il 90% dell’investimento rischia di andare sprecato se rinunciamo alla costruzione di un’infrastruttura di comunicazione più ampia e lungimirante.

Disse Erodoto: “La fretta genera l’errore in ogni cosa”. Ed è per questo motivo che per vendere di più occorre rallentare.

Si chiama slow marketing

Qualunque azione di valore richiede tempo. Quindi perché le cose nel marketing dovrebbero funzionare diversamente? Eppure la maggior parte degli imprenditori che si rivolgono ai marketer e alle web agency, con l’obiettivo dichiarato di aumentare i propri profitti, si aspetta una gratificazione istantanea.

Più clienti, (subito), più profitti (domani), più lead (adesso), più in alto sulla SERP (in pochi minuti).

Se ti senti chiamato in causa, se sei tra i frettolosi, ricordati che all’era dei fast food è seguita la cultura slow food, votata al piacere della tavola.

Anche quando si parla della tua attività, di qualunque attività, parliamo di piacere. Riempirsi la pancia, infatti, non dovrebbe essere l’unico motivo per cui le persone iniziano a vendere prodotti o servizi. In ballo c’è anche il fare un lavoro che nutra la nostra personalità e sia coerente con la nostra personale visione della vita.

Al mangiare lento si sono poi affiancati la moda lenta, la genitorialità lenta, la fotografia lenta: un intero movimento di persone si è ribellato alla frenesia, ha iniziato ad acquistare libri da colorare e corsi di yoga. Tutti i brand in qualche modo collegati al tema della meditazione e della consapevolezza hanno registrato negli ultimi anni ottimi incassi.

Sembra che, in tutti i casi, la fretta e la ricerca dell’abbondanza impediscano di costruire qualcosa di veramente significativo. Per esempio, tutte le volte in cui ti impegni a fondo nella ricerca di nuovi clienti non ti poni il problema di conoscere meglio quelli attuali, risolvere i loro problemi, sapere cosa pensano della tua azienda e fidelizzarli.

Ecco: lo slow marketing è un marketing riflessivo e più consapevole, che si propone di rallentare quel tanto che basta per costruire affidabilità e un rapporto duraturo con la clientela. L’obiettivo non è crescere velocemente, ma meglio.

Curare i rapporti con il pubblico, investire in attività a lungo rendimento, risolvere problematiche fino ad oggi ignorate per mancanza di tempo, raffinare sistemi e processi, significa gettare le basi per la vittoria di domani. Nel frattempo però goditi il viaggio.

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